Il rendiconto è quel documento che registra le somme percepite dall’amministratore (voci di entrata, cioè le quote dei singoli condomini), la causale e le quantità delle spese fatte, corredate dai corrispondenti documenti giustificativi, in modo da rendere intellegibile all’assemblea l’andamento della gestione. Nell’interesse della collettività condominiale, tale documento deve esporre con semplicità, chiarezza e trasparenza i dati raccolti onde consentirne adeguata comprensione ad ogni condomino, nell’osservanza del suo diritto di controllo, come da normativa vigente.

Hokahe pertanto, nella redazione del rendiconto condominiale, si ispira a tre principi  fondamentali:
chiarezza: (prima parte del comma 2 dell’art. 2423 c.c.) l’esposizione semplice delle voci che compongono il rendiconto tramite un documento che risulti comprensibile a tutti i condomini,  anche a coloro che non hanno competenze contabili;
rappresentazione veritiera e corretta: (seconda parte del comma 2 dell’art.2423 c.c.) il resoconto, con puntuale “esattezza”, della situazione patrimoniale e finanziaria del condominio;
competenza economica: il riporto di tutte le entrate e le spese di competenza dell’anno,  indipendentemente dalla data d’incasso o di pagamento. La competenza economica imputa gli  effetti delle operazioni all’esercizio nel quale è rinvenibile la “utilità economica”,
anche se diverso da quello in cui si concretizzano i relativi movimenti finanziari.  In questo modo si determina l’imputazione dei servizi resi ai condomini e, di conseguenza, la corretta attribuzione delle spese fra condomino uscente e subentrante.
Non da ultimo, il principio della competenza consente di avere una visione precisa dei costi e di poter valutare le variazioni delle condizioni economiche  (in aumento o in risparmio) tra una gestione e l’'altra.